Mimmo Borrelli

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Mimmo Borrelli si avvicina alla scrittura creativa in giovane età, grazie al supporto del suo insegnante di italiano e latino, Ernesto Salemme, fratello del celebre commediografo Vincenzo Salemme, e scoprendo presto il mondo del teatro. Nel 1994, all’età di 15 anni, si iscrive ad una scuola di drammaturgia e, qualche anno più tardi, viene adocchiato dal regista italiano Nello Mascia, entrando poi a far parte della sua compagnia. Dopo essersi affinato come attore e cantante, entra a far parte della Compagnia degli Sbuffi di Castellammamre di Stabia, girando l’Italia e raccogliendo testimonianze della tradizione popolare italiana che influenzeranno fortemente la sua scrittura. Tra il 2001 e il 2003 concepisce il suo primo lavoro drammaturgico: ‘Nzularchia (in seguito prodotto dal Teatro Stabile di Napoli e diretto dal regista Carlo Cerciello) con il quale, nel 2005, all’età di 26 anni, vince per la prima volta il Premio Riccione, venendo definito dal presidente di giuria Franco Quadri come «uno scrittore furibondo, fluviale, forte, già importante».

Nel 2007, con il suo secondo lavoro ‘A Sciaveca, diretto dal regista Davide Iodice, vince il Premio Tondelli. Nel 2010, il suo terzo lavoro: La Madre: ‘i figlie so’ piezze ‘i sfaccimma, rivisitazione del mito di Medea, prodotto ancora dal dal Teatro Mercadante di Napoli, con lo stesso Borrelli alla regia, riceve un generale ottimo consenso di critica e l’assegnazione del Premio Testori. Nel settembre 2012 la sua opera-oratorio Napucalisse apre la stagione del Teatro San Carlo di Napoli, musicata dal compositore Giorgio Battistelli. Negli stessi anni, l’attore italiano Toni Servillo legge in tutta Italia alcuni passi delle sue opere all’interno del reading Toni Servillo legge Napoli. Nel 2014 il regista Paolo Boriani realizza per Sky Arte HD il film-documentario ‘A sciaveca sull’opera e sull’immaginario creativo di Borrelli. Nel 2014 Borrelli è autore e regista dello spettacolo Opera Pezzentella, testo drammaturgico di ricerca antropologica sul culto napoletano delle “anime pezzentelle”, prodotto l’anno successivo dal Teatro Stabile di Napoli e rappresentato nella Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco. Nel 2015 collabora con lo scrittore Roberto Saviano in Sanghenapule, spettacolo inserito all’interno della rassegna 201572016 del Piccolo Teatro di Milano.

Mimmo Borrelli è, quindi, anzitutto un grande autore, affermatosi grazie al Premio Riccione dove (unico caso) vince consecutivamente per due volte di fila riscuotendo grandi consensi tra i giurati quali Franco Quadri, Luca Ronconi, Renata Molinari, Ottavia Piccolo, Maria Grazia Gregori, Roberto Andò, Vittorio Sermonti. Non a caso è stato definito dal critico Renato Palazzi il “più grande drammaturgo italiano” vivente. Negli anni è però approdato felicemente alla regia ed al totale operato da capocomico, poiché anche viscerale e intensissimo interprete dei suoi testi.

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